Il Territorio
Brevi notizie su NEBBIUNO
Clima e Dati Geografici
Altitudine (altezza su livello del mare espressa in metri)
- Casa Comunale
- Minima 251
- Massima 922
- Escursione Altimetrica 671
Coordinate
- Latitudine 45°48′16″20 N
- Longitudine 08°31′41″52 E
- Gradi Decimali 45,8045; 8,5282
- Locator (WWL) JN45GT
Misure
Superficie 8,24 kmq
Classificazione Sismica: sismicità molto bassa
Abitanti: 1.734
Festa patronale: San Giorgio (prima domenica di Maggio)
Prefisso telefonico: 0322
CAP: 28010
Descrizione
Il territorio di Nebbiuno, in prevalenza collinare, sorge su un ampio terrazzo morenico. Alle sue spalle si erge una pittoresca catena montuosa, le cui cime più elevate sono il Monte Cornaggia (
Nebbiuno è famoso per essere il paese dei fiori e dei frutti. In alto si trovano rigogliosi boschi misti. Il terreno è altresì ricchissimo di acqua. Il torrente Strolo , che scorre tra i boschi dando forma ad una pittoresca cascata, non è l’unica risorsa idrografica del territorio. I numerosi ruscelli e le sorgenti hanno infatti favorito nel corso del tempo di mulini, magli e cartiere.
La zona era abitata sin dal VII secolo a.C., come testimonia il ritrovamento di utensili della prima Età del Ferro e le necropoli gallo-romaniche scoperte nei primi decenni del ‘900.
Durante l’800 l’economia di Nebbiuno è passata da attività legate principalmente all’agricoltura e all’allevamento a produzioni industriali
Oggi le più importanti risorse del territorio derivano dalle coltivazioni dei fiori in serra e dal turismo.
I Monumenti
CHIESA SAN GIORGIO - NEBBIUNO
Originariamente a una navata, la chiesa fu successivamente ampliata; nel XVIII secolo furono aggiunte le navate laterali e nel 1775 fu edificato l’attuale campanile.
Sopra il portale d’ingresso, nella lunetta, si può ammirare un affresco raffigurante San Giorgio che uccide il drago.
All’interno sono da segnalare, nella cappella del Crocifisso, l’altare barocco in marmo e nella cappella dedicata alla Madonna del Rosario una statua lignea che risale probabilmente al XVI secolo.
CHIESA SANTI NAZARO E CELSO - CORCIAGO
La piccola chiesa dedicata ai Santi Nazaro e Celso sorge a Corciago, frazione di Nebbiuno e pare abbia origini molto antiche.
Si narra che questa sia una delle cento chiese fatte edificare da San Giulio nel IV secolo.
La ricostruzione settecentesca ha inglobato parte dell’antica struttura romanica, attribuibile alla prima metà del XII secolo, visibile nell’abside interna con un frammento di affresco raffigurante la testa di un Santo e parte di muratura esterna, ove è collocata una piccola finestra con voltino monolitico.
CHIESA SAN LEONARDO - TAPIGLIANO
Testo a cura di don Sandro Bottigella
La Chiesa di san Leonardo si eleva su un poggio tra i torrenti Valle e Selva Nocca, sulla sottostante valle del Pissaccio.
Dal sagrato si apre un panorama amplissimo. In primo piano la conca di Nebbiuno e la sponda lombarda del lago Maggiore dalla conca di Monvalle a Sesto Calende; all’orizzonte la val Cuvia e il Sacro Monte di Varese a nord-est; le Grigne e la pianura lombarda fino a Milano a est e sud-est; la valle de Ticino, il novarese (e gli Appennini nei giorni sereni ) a mezzogiorno.
La Chiesa di san Leonardo è orientata a est, rivolta al sorgere del sole. L’aspetto attuale evidenzia una struttura abbastanza recente, ma la facciata rivela la sua antica derivazione romanica.
La sua origine non è conosciuta. Basandosi sulla devozione a san Leonardo, al quale da sempre il sacro edificio è dedicato, si può verosimilmente ipotizzare attorno all’anno mille.
Ad avvalorare la congettura, il dato interessante fornito dallo storico milanese Goffredo da Bussero (1220-1289), nel manoscritto Liber notitiæ sanctorum Mediolani, pubblicato nel 1917 a cura di Marco Magistretti e Ugo Monneret de Villard, contenente l’elenco di tutte le Chiese delle Pievi milanesi del 1200 e dei santi che vi sono venerati. A pagina 215, n. 241, si legge: In plebe Angera, loco Campeliano, ecclesia sancti Leonardi – Nella Pieve di Angera, nel paese Tapiliano [Campeliano è un chiaro errore del copista] la Chiesa di san Leonardo.La cura pastorale della piccola comunità di Tapigliano, assieme a quelle di Corciago e Pisano, era assicurata dal rettore di Nebbiuno: la santa Messa era celebrata alternativamente nelle quattro comunità una domenica al mese.San Carlo Borromeo, presente ad Arona per la Visita Pastorale, aderendo ad una richiesta presentata il 10 ottobre 1567 “da alcuni membri della prepositura di Pisano e anche a nome degli uomini di Tapiano … perché la maggior parte della popolazione rimane senza messa … e preoccupati della salvezza delle loro anime”, in data 11 ottobre 1567 “eresse in parrocchia la Chiesa di Pisano, separandola da Nebbiuno, assegnandole un rettore che avesse cura del solo luogo di Pisano e Tapiano” (apT. documenti - Fascicolo 1, XVI, n. 1. Suplica ed Erezione della Parr.a di Pisano).Papa Pio VII, con Bolla del 7 luglio 1817, decreta il passaggio delle parrocchie della Pieve di Angera situate sulla riva piemontese del lago Maggiore, dalla diocesi di Milano a quella di Novara.
Il 20 ottobre 1819, il cardinale Giuseppe Morozzo firma il decreto di Erezione della nuova parrocchia di san Leonardo in Tapigliano, per separazione dalla Chiesa matrice di sant’Eusebio in Pisano.
Dal 1820 don Giulio Patrone, primo parroco di Tapigliano, hanno inizio i lavori di ampliamento della Chiesa: vengono realizzati la base e il primo ripiano del Campanile, il Battistero, la Cappella del santo Crocifisso e la Sacrestia.
Via via sono stati fatti ulteriori lavori che hanno portato la Chiesa alla struttura attuale.
Il restauro conservativo avviato nel 2001 ha ridato splendore a questa Chiesa che domina l’Alto Vergante.
CHIESA SANT’AGATA - FOSSENO
Testo a cura di don Sandro Bottigella
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Esisteva in Fosseno una chiesa, forse risalente alla fondazione del paese, già dedicata a sant’Agata, ma non adeguata alle esigenze di Chiesa Parrocchiale: la descrizione si trova nell’inventario del 24 gennaio 1618 redatto dal notaio Ludovico Piceni di Pisano.
Il Vescovo di Novara, mons. Ferdinando Taverna, nella visita pastorale del 4 giugno 1618, la definisce: “mal fatta, oscura, humida et troppo bassa. Vada il popolo pensando a farne una nuova in sito più decente et di forma più venerabile”.
Trascorrono sessant’anni.
La decisione di costruire la nuova Chiesa viene presa dal giovane parroco don Giovanni Battista Gemelli: il progetto è approvato dalla Curia di Novara il 14 settembre 1679.
Generosa la risposta e ammirevole l’impegno della popolazione: oltre alle offerte in denaro, alle sottoscrizioni e alle donazioni, “li huomini di Fosseno s’obligano di dare ai capi mastri un manuale per fuoco [famiglia] qual sarà o huomo o donna”.
L’edificio, innalzato sul luogo della primitiva chiesa romanica tra il 1680 e il 1687, si presenta ad unica navata con tre arcate.
Lungo le pareti laterali quattro cappelle:
-sul lato nord le cappelle della Madonna del Rosario e del santo Crocifisso;
-sul lato sud le cappelle di san Giuseppe (ora di santa Lucia) e di sant’Agata.
Campanile e sacrestia sorgono sul fianco settentrionale del Presbiterio.
Sulla facciata un vestibolo, fatto a volta, sostenuto da due colonne di granito: sulla volta dipinti del 1708 raffiguranti Angeli che conduco in cielo le anime dei bambini.
Nel corso dei secoli sono da segnalare gli affreschi del pittore Giuseppe De Giorgi nei primi anni del ‘900.
Nel 2002 hanno avuto inizio i lavori di restauro che hanno riguardato i quadri sant’Agata, Pentecoste e Pala del Santo Rosario, le facciate esterne della Chiesa e la cappella della Madonna Assunta sul sagrato.
2 responses so far

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